E il temibile e tanto odiato profumo di fritto (e di altri odori di cucina)

 

 

polpette melanzane

Sono 10 anni che faccio questo lavoro, quasi 10 anni di unte e folli peripezie di ogni tipo e sorta con desiderata da parte di clienti e non più o meno paranormali. Quindi diciamo che mi sono abbastanza corazzata di fronte a assurdità, nevrosi, attacchi di ansia da “questa melanzana è più lunga rispetto a quella del layout” e richieste che vanno contro le leggi della fisica e della gravità (per non parlare delle leggi del buon senso, su quelle non ci sono più speranze).

Però c’è una cosa che non riesco a tollerare e oggi proprio mi ha fatto salire la pressione alle stelle: le vessazioni causa “odore di cibo”. E quasi esclusivamente, arrivano da parte dei fotografi e dagli addetti ai lavori, mai dai clienti.

Ora, amici fotografi, spiegatemi: perché? Ma perché avete deciso di fare i fotografi di food se non potete sopportare di sentire nell’aria il profumo di una caponata? Ma anche fosse qualcosa di meno entusiasmante, che ne so, un filetto di merluzzo bollito.

Ma noi povere disgraziate, home economist, cosa dovremmo dire che abbiamo i frigoriferi di casa che puntualmente prendono odore di qualsiasi cosa anche molesta e anche non desiderata?

Eppure non diciamo niente, accettiamo con un sorriso luci ed ombre della nostra meravigliosa professione, che io amo smisuratamente!

Ma poi, come se fossimo delle sadiche pazze che passano la notte in elucubrazioni su come produrre più tanfo possibile per farvi appassire i gerani sui balconi e le peonie nei vasi.

Ma sapete noi poverette, che siamo unte dalle 9 del mattino alle 20 passate la sera, come saremmo più felici di non tornare a casa che sappiamo un giorno di sardine affumicate, un giorno di zuppa di porri, un giorno di peperoni e uno di grigliata mista di carni di maiale?!

Eppure non ce ne lamentiamo (quasi) mai.

Così, come quasi mai, dipende da noi quello che dobbiamo cucinare.

Quindi perché, spiegatemelo una santa volta, perché non avete deciso di fare i fotografi di matrimoni? O quelli di arredamento di interni? Il design, Buon Dio, non puzza!

Potevate fare i fotografi di orologi, di paesaggi, di prodotti cinesi di dubbio gusto e dubbio utilizzo.

Di people direi di no, perché anche le persone non sempre emanano profumo di rose.

E quindi dico: con tutti gli indirizzi che potevate prendere, se odiate così tanto gli odori della cucina, per quale stramaledettissima motivazione avete scelto questa strada me lo volete dire?

Per poi sfinirci a noi poracce perché c’è odore di fritto?

E sai com’è, dovevamo scattare bastoncini di pesce in pastella, cosa avrei dovuto fare?

Portarli da casa già cotti? Farli cuocere al thailandese di fianco al vostro studio? Portare un friggitrice e andare sul balcone a febbraio così non vi ammorbiamo le stanze? Oppure trovare una cottura innovativa mettendo i bastoncini in speciali sacchetti da ficcare in una serra idroponica per 3 giorni sperando che prendano il colore e la texture del fritto, non essendo fritto?! O in lavastoviglie? O nella lettiera dei gatti che magari per qualche strana reazione chimica si cuociono anche così?

Se voi riuscite a trovare un modo per cucinare senza odori, amici miei, mi tolgo il grembiule bella felice e vado a mangiarmi delle profumatissime polpette di melanzane con chips. Fritte da qualcun altro che avrà riempito il suo locale di meraviglioso odorino invitante, ovviamente.

PS: per la cronaca. Perché poi sembro pazza e non lo sono: oggi sono stata rimproverata per aver messo sul set, su una bruschetta, una fettina di pesce spada di 7 cm per 2 cm. Ecco, quello era l’odore insopportabile per cui sono stata nuovamente vessata. Io direi che di insopportabile c’è ben altro, mica l’odore!